Re: Fw: Monsanto (multinazionale USA) semina la morte tra i contadini indiani



cosa ne pensi quando attivisti , riescono a far
nascere progetti importanti per l'economia di un
villaggio, in questo caso palestinese nella piu povera
west bank? io mi chiedo se nn è uno  stravolgimento
delle loro potenzialita , connesse a quello che sono
le loro risorse , sara tutto buono? importare nuovi
mercati , solitamente indirizzati solo al  nostro
marketing cioè comprati solo da noi occidentali, nn è
globalizzazione? silvia
--- Valentino R <semjase at tin.it> ha scritto: 

> "tecnologia Terminator": quella propria del
> capitalismo spettraleI semi assassini dell'industria
> delle biotecnologie
> 
> di Vandana Shiva
> 
> 21 marzo 2006
> Quando a Curitiba, Brasile, si terrà l'Ottava
> conferenza sulla convenzione Onu per la diversità
> biologica, con le riunioni sul Protocollo per la
> biosicurezza (20-31 marzo), in cima all'agenda ci
> saranno i semi assassini dell'industria delle
> biotecnologie. Semi che uccidono la biodiversità, i
> coltivatori e la libertà delle persone. Tra questi
> vi è il Bt.Cotton della Monsanto che ha già spinto
> migliaia di agricoltori indiani ai debiti, alla
> disperazione e alla morte. I governi di Australia,
> Nuova Zelanda e Canada, agendo da strumenti del
> governo Usa e dell'industria delle biotecnologie,
> stanno cercando di minare la moratoria dell'Ue
> attualmente esistente su tutti gli alimenti e i semi
> geneticamente modificati e su quella che è stata
> chiamata la tecnologia Terminator, una tecnologia
> che fa produrre semi sterili alle piante
> geneticamente modificate. Contro la moratoria
> dell'Ue si è espresso - il 7 febbraio scorso - il
> Wto. E il messaggio è chiaro: la libertà dei
> cittadini di scegliere cosa coltivare e cosa
> mangiare non ha cittadinanza in un mondo regolato
> dai profitti delle corporations. Il Bt. Cotton, un
> cotone geneticamente modificato venduto dalla
> Monsanto, ha ripetutamente deluso gli agricoltori
> indiani da quando la società iniziò illegalmente le
> sperimentazioni nel 1998. E da quando, nel 2002, è
> stata autorizzata la commercializzazione dei suoi
> semi. La pubblicità della Monsanto prometteva ai
> contadini una produzione di 15 quintali per acro e
> circa 226 dollari di guadagni aggiuntivi, ma per un
> gran numero di agricoltori il Bt.Cotton ha causato
> la perdita di interi raccolti. Molti altri hanno
> avuto raccolti medi di soli tre quintali per acro,
> un quinto di ciò che era stato loro promesso. 
> Le nostre ricerche sulle colture delle stagioni
> precedenti hanno evidenziato nel Maharashtra e
> nell'Andhra Pradesh raccolti medi di 1,2 quintali
> per acro. Uno studio del Centro per l'agricoltura
> sostenibile ha evidenziato che mentre i semi del
> Bt.Cotton costano ai contadini 36 dollari per acro,
> i semi dei coltivatori organici costano soltanto 10
> dollari per acro, cioè meno di un terzo. Il
> Bt.Cotton è stato trattato con pesticidi che vengono
> spruzzati tre volte e mezzo, a un costo di 59
> dollari per acro. I coltivatori organici, al
> contrario, per il controllo dei parassiti hanno
> usato sostanze ecologiche che costano meno di 9
> dollari per acro, cioè meno di un sesto del costo
> del Bt. A causa degli alti costi di coltivazione e
> dei bassi guadagni, i contadini indiani si sono
> trovati intrappolati in pesanti indebitamenti, per
> sfuggire ai quali si stanno togliendo la vita.
> Nell'ultimo decennio, in India, più di 40.000
> agricoltori si sono suicidati - anche se sarebbe più
> esatto parlare di omicidio o genocidio. Più del 90%
> degli agricoltori che si sono uccisi nel Maharashtra
> e nell'Andhra Pradesh, nella stagione del cotone
> 2005 avevano piantato il Bt.Cotton. Eppure i
> lobbisti delle biotecnologie, come Graham Brookes e
> Peter Barfoot, manipolano i dati per nascondere
> questo orrore. In un recente viaggio in India,
> Brookes ha sostenuto che gli agricoltori indiani,
> coltivando il Bt.Cotton, avrebbero guadagnato 113
> milioni di dollari, con un incremento di 45 dollari
> per ettaro. In realtà usare i semi Monsanto è
> costato ai coltivatori altri 50 dollari per acro, il
> che ammonta a oltre 226 milioni di dollari di
> perdite. Questo è il motivo per cui i governi
> dell'Andhra Pradesh e del Gujarat hanno portato la
> Monsanto in giudizio. 
> La monopolizzazione dei semi da parte delle
> corporations globali è una ricetta per distruggere
> la biodiversità e i contadini. Più del 90% del
> mercato dei semi geneticamente modificati è
> costituito da quattro soli tipi di colture: grano,
> soia, canola, cotone. Solo due varietà sono state
> commercializzate su larga scala: le colture
> resistenti agli erbicidi e le colture di Bt.Cotton.
> E più del 90% del mercato dei semi geneticamente
> modificati è controllato da una sola compagnia: la
> Monsanto. 
> Lo studio di Brookes e Barfoot non è basato su dati
> empirici primari ma su estrapolazioni tratte da
> falsi presupposti e studi manipolati. Per quanto
> riguarda gli Usa, i lobbisti sostengono che il
> cotone resistente agli erbicidi frutterebbe agli
> agricoltori americani 66,59 dollari per ettaro di
> guadagni aggiuntivi. Eppure 90 coltivatori di cotone
> texani hanno fatto causa alla Monsanto per aver
> subito grosse perdite nei raccolti: la Monsanto non
> li avrebbe avvertiti di un difetto presente nel suo
> cotone geneticamente modificato. La causa si propone
> di ottenere un'ingiunzione contro quella che viene
> definita «una lunga campagna di inganni». Il
> tentativo di introdurre la tecnologia Terminator
> farà aumentare la vulnerabilità degli agricoltori
> indiani e la minaccia alla biodiversità. Quando a
> gennaio si è riunito a Granada il gruppo di lavoro
> sull'articolo 8 (j) della Convenzione sulla
> diversità biologica, gli Usa hanno sostenuto la
> falsa tesi che la tecnologia Terminator, una
> tecnologia che crea sterilità, farebbe «incrementare
> la produttività». 
> Le popolazioni indigene vedono la tecnologia
> Terminator come una minaccia alla loro libertà e
> sovranità. Come ha affermato in Brasile Mariana
> Marcos Tarine a nome del Forum internazionale
> indigeno sulla biodiversità, «la tecnologia
> Terminator rappresenta una minaccia al nostro
> benessere e alla nostra sovranità alimentare, e
> costituisce una violazione del nostro diritto
> all'autodeterminazione». E ad essere in gioco non è
> solo la libertà delle popolazioni indigene. Il
> pronunciamento del Wto sulla questione degli Ogm
> minaccia la libertà di tutti noi sui semi e
> sull'alimentazione. Nel 2003, quando il presidente
> Bush cominciò la disputa, noi avviammo una campagna
> mondiale. Al meeting del Wto 2005 di Hong Kong, io e
> l'agricoltore attivista francese Jose Bové abbiamo
> consegnato al Wto più di 60 milioni di firme con le
> quali si dichiara che la libertà dagli Ogm è parte
> integrante del nostro fondamentale diritto a
> scegliere liberamente le colture che coltiviamo e
> gli alimenti che mangiamo. Non ci faremo asservire
> dai giganti della genetica. Non permetteremo che i
> loro semi assassini uccidano i nostri agricoltori e
> le nostre libertà. Continueremo a conservare i
> nostri semi come un dovere verso la creazione e
> verso le nostre comunità. Diffonderemo le zone
> «ogm-free» come zone della nostra biodiversità e
> della nostra libertà alimentare. Diffonderemo semi
> di pace e fermeremo la diffusione dei semi di morte.
> 
> 
> Note:
> 
> Fonte: www.ilmanifesto.it 18.03.06
> 
> Traduzione Marina Impallomeni
> 
>
http://italy.peacelink.org/ecologia/articles/art_15659.html
> 
> ----- Original Message ----- 
> From: Joe 
> To: movimento at ecn.org 
> Sent: Monday, March 27, 2006 1:44 AM
> Subject: "tecnologia Terminator": quella propria del
> capitalismo spettrale
> 
> 
> 
> 



	

	
		
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