I militari, l'università ed il tradimento dei saperi



I militari, l’università e il tradimento dei saperi …
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di Francesco Lauria

“Carissimi studenti,
intanto mi complimento con voi, siete entrati nel
corso che formerà le classi dirigenti del futuro, un
corso assolutamente elitario...”

Sono le parole che ogni matricola, appena arrivata a
Gorizia, ascolta durante la cerimonia di apertura
delle lezioni presso l’ex seminario di Via Alviano,
sulla collinetta che, da una quindicina d’anni, ospita
il corso di laurea in Scienze Internazionali e
Diplomatiche dell’Università di Trieste.
Questa affermazione viene presto smentita dai fatti,
ma anche le apparenze così ostinatamente sostenute in
questi anni stanno ormai per cadere.
Accade infatti da circa un anno che l’Università di
Trieste, attraverso la facoltà di Scienze Politiche ed
il Corso di Laurea in Scienze Internazionali e
Diplomatiche, fa laureare di “soppiatto” una
quarantina di ufficiali militari alla settimana.
Le cerimonie semiclandestine avvengono ogni venerdì
presso la sede di Trieste, così numerosi militari, in
gran parte graduati a fine carriera, posso accedere al
titolo della laurea senza sostenere alcun esame.
Si narra di fantomatiche tesi, corrette ed in parte
riscritte da giovani laureati assunti a “cottimo” e da
militari in ferma breve, catapultati a Gorizia loro
malgrado, che sono in realtà l’unico tangibile segno
del lavoro dei neolaureandi con le stellette.
La notizia si è lentamente diffusa tra gli studenti ed
i laureati che hanno reagito alla loro maniera,
borbottando seccati tra i corridoi, lamentandosi
ripetutamente nei rispettivi appartamenti ed in varie
mailing list, tutti affranti per la svendita del
prestigioso titolo di studio…
A dire il vero questa scandalosa evoluzione è il punto
di arrivo di un lungo percorso.
Il Corso di Laurea in Scienze Internazionali e
Diplomatiche di Gorizia è stato preso a modello da un
ex- docente, l’ambasciatore Pizio Biroli, in uno
scritto di alcuni anni fa, come esempio del degrado a
cui è sottoposta l’università italiana.
Egli definisce il corso di Gorizia come un
“allevamento di polli” ed un “esamificio” in cui tutto
è deciso verticisticamente e tutto funziona tramite
favoritismi, sotterfugi, piaggerie.
Soprattutto Gorizia è un luogo dove la didattica è
semplicemente un pretesto.
Quello che è chiaro per gli studenti “normali” è ancor
più evidente per i militari che di fatto si recano a
Gorizia-Trieste solo per ricevere il “sudatissimo”
titolo di studio.
Lo Stato Maggiore della Difesa ha scelto quindi il
posto giusto per far confluire i propri allevamenti di
polli, “un po’ stagionati” per la verità, per dare
seguito al riconoscimento degli studi sostenuti presso
le Accademie e le Scuole di applicazione per gli
ufficiali.
Ora l’Università si lancia anche nella formazione
post-universitaria proponendo i due master : “Diritto
Internazionale dei Conflitti Armati” e (non ci
crederete…) “Diritto Internazionale e Ordini
Cavallereschi : il Sacro militare ordine costantiniano
di San Giorgio.
Per tirare un po’ di somme i problemi sono
essenzialmente tre :
- la militarizzazione sempre più soffocante della
ricerca
- la totale assenza di serietà nei corsi seguiti dai
militari e di conseguenza del titolo da loro
conseguito
- la dipendenza della facoltà e del corso di laurea
dalle quote versate dai militari stessi e la non
chiarezza su come questi ingenti fondi vengano
utilizzati.

In un contesto internazionale in cui la guerra sta
tornando “normale” ed in un contesto locale in cui
Gorizia manda, attraverso le proprie caserme, gran
parte dei militari che partono per la missione “Antica
Babilonia “ in Iraq, non si tratta di elementi che
possono essere sottovalutati.

L’università elitaria del numero chiuso, si apre alle
masse a patto che esse portino una divisa e paghino
una sorta di “tangente formativa”.

Ne abbiamo a sufficienza per definire Gorizia come
l’università dei tre tradimenti, echeggiando il famoso
e coraggioso saggio del Simone sul degrado
dell’università italiana.

Il tradimento dei saperi : della formazione, della
ricerca, dell’etica della responsabilità.

Nel silenzio accaldato e un po’ scocciato dei corridoi
semivuoti di metà luglio le lezioni, gli esami, le
lauree sono finiti.
Ma i venerdì dei militari continuano …







	

	
		
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