I fratelli albanesi!



Quest'estate un gruppo di giovani della Gi.Fra. (Gioventù Francescana), dei
frati minori di Puglia e Molise, è stato in Albania per una esperienza di
condivisione e fraternità con il popolo albanese. Al nostro ritorno è vivo
in noi il desiderio di raccontare: "Noi non possiamo tacere quello che
abbiamo visto e ascoltato". Di seguito vi riporto una "preghiera" frutto
delle tante riflessioni scaturite dall'incontro con un popolo formidabile!


Donaci la Pace Signore nei nostri gesti quotidiani. Dona la Pace a tutti gli
uomini del mondo. Oggi abbiamo  bisogno solo della tua Pace per credere in
un futuro di "speranza".
Donaci la forza di testimoniare un mondo di Pace. Facci sentire il battito
del tuo cuore in un momento di onestà e nel grigiore dell'
autocommiserazione.
Donaci la ragione per capire Signore che sono anche io a creare un mondo
povero e di guerra nei miei piccoli gesti quotidiani.
Donaci l'umiltà ed il desiderio di impegnarci personalmente e con l'esempio
nella conversione dei cuori. Signore, prendi le mie mani per donare la Pace
ai poveri, ai malati e agli ultimi che ne hanno bisogno. Fammi strumento per
donare la Pace al mio popolo prima ancora di allontanarmi con lo sguardo
sempre pronto a giudicare. Riempimi di Pace e prendi il tormento che porto
dentro… perché solo questo posso offrirti.
Donaci Signore, qualcuno che ha bisogno di cibo ma solo quando abbiamo fame;
quando abbiamo sete, donaci qualcuno che ha bisogno di una bevanda; quando
abbiamo freddo, donaci qualcuno da scaldare. Ma quando ti chiedo la Pace
donami il tormento della sofferenza per giungere al Tuo Amore e alla Tua
Pace. Fallo in silenzio però, perché ho paura di ciò che ti chiedo ed ho
paura di accorgermi che sto soffrendo.
Donaci la serenità ed il silenzio del dialogo nella preghiera perché sia
fatta la tua volontà.
Donaci Signore "un'ala di riserva" per lottare senza stancarci mai per un
mondo di Pace. Lottare per la Pace  significa abbandonare noi stessi e
l'egoismo delle nostre scelte abitudinarie.
Donaci il privilegio di servire alla tua mensa e prendi al tuo servizio
queste braccia. Se il frutto del servizio è la Pace lascia che io sia tuo
servo… e librami verso un mondo che ha un disperato bisogno di Pace.
Fallo senza esitare e donami altre mille albanie nella mia vita.
Signore tante volte ti ho pregato di rendermi strumento. Ho aspettato tanto
tempo senza capire, cercando di razionalizzare i tuoi tempi… così diversi
dai miei! Poi l'occasione dell'Albania e la voglia di aiutare, di educare,
di ricostruire…. Ma ti ho incontrato nei volti e nelle immagini dei fratelli
che hai messo sulla nostra strada. Eri li pronto a farmi capire che non io
aiutavo te. Eri nell'apatia della gente. Eri nei volti dei bambini stanchi.
Eri nell'indifferenza all'accoglienza. Eri nei sorrisi sterminati della
gente… che a volte non capiva l'emigrante contromano o il turista
sprovveduto. Eri li così inarrivabile: ti guardavo e non capivo come
sfamarti… senza chiedermi se avevi fame. Ti ho sempre visto nei tuoi viaggi
della speranza, sui gommoni della disperazione… ma non ti ho mai
"incontrato". Ti giudicavo perché con i tuoi viaggi "inquinavi" il mio
mondo, il mio lavoro, la mia terra e pensavo che potessi ricostruire la tua
terra con le tue risorse, con il tuo impegno. Solo oggi mi sento Albanese…
quando vado al nord per cercare un lavoro ed una carriera altrimenti
inarrivabile. Solo oggi ho occhi nuovi, solo oggi che ho conosciuto la tua
terra. Solo oggi capisco che non hai alternative: vivi di speranza e ti
aggrappi al sogno italiano. Siamo noi la tua meta; così assurdi e
inconsistenti portiamo il giogo dei fratelli più sfortunati con una facile
indifferenza. Non abbiamo idee e ci vantiamo dell'accoglienza meridionale.
Quale senso in tanta miseria?
 Donami Signore il coraggio di venirti incontro oggi che ho occhi nuovi.
Donami la forza di non dimenticare "quello che abbiamo visto e ascoltato".
Fammi testimone di un mondo controcorrente che ha meno idee da realizzare ma
meno limiti da superare. Accetta i miei sbagli ed apri la coscienza al nuovo
senso del peccato Continua ad aprire il mio cuore sconvolgendo i miei
valori. Chi è più "ricco"? Un' italiano o un'albanese?
Signore non lasciare che il tempo cancelli la ricchezza che porto dentro.
Vorrei non dimenticare la gioia dei semplici. Qual è la vera gioia che
riempie il cuore? Chi è più felice? Un bambino che gioca alla playstation o
due bambini che a turno saltano con una corda?
Quale impegno nella tua casa! Noi colonizzatori sempre pronti a cercare
soluzioni più volte abbiamo valicato i confini della tua sovranità. La
violazione dei diritti umani, la solidarietà che ci arricchisce, quella
voglia di essere superiori alla logica degli indifferenti ci motivava
all'azione! Nella tua terra invece ogni giorno tanti veri missionari
impegnano la propria vita per investire sulle prossime generazioni. I più
non avranno la gioia di riscontri immediati ma ogni giorno con tanto
coraggio affrontano i loro imprescindibili limiti occidentali per vivere con
discrezione la loro chiamata.
Noi così plastificati e formali temevamo l'incontro con il vescovo di
Scutari: Angelo Massafra. Senza rendercene conto: l'invito, l'incontro, la
semplicità dei gesti, il pranzo con lui, l'inusuale formalità ne hanno fatto
uno di noi. Noi così abituati a vedere la curia sugli altari e nei palazzi
abbiamo sentito il vero calore che un padre sa dare ai suoi figli. Nel
saluto finale in quel "Ciao Padre Angelo e grazie di tutto" è racchiuso
l'amore vero della Chiesa e della fraternità che sa essere realmente
accogliente. Lui frate minore che ci ha accolto nella sua diocesi e noi,
mentre ci raccontava l' Albania che si vive, eravamo uniti da una gioia
fatta unicamente di "incontro" in Cristo. Qualcuno prima di entrare si era
chiesto: "come lo dobbiamo chiamare: sua Eccelenza Reverendissima?". E
invece Padre Angelo è stato con noi.
Grazie Signore per i volti degli uomini e le donne che hai chiamato a te in
quella terra di confine: don Antonio, Suor Gelsomina, Suor Mariarosa, Suor
Domenica e quanti abbiamo incontrato nella nostro controesodo. Ci hanno
testimoniato che l'amore del Signore non conosce confini.. non ha i limiti
delle nostre abitudini, dei nostri timori. Nelle loro testimonianze: il
grande limite della lingua, i loro studi per annunciare il Signore in
Albanese, una cultura difficile da capire ma vera ricchezza e patrimonio da
salvaguardare contro il facile tentativo di colonizzazione. Ogni giorno una
nuova avventura con l'incertezza dei mezzi.
Grazie Signore per i missionari al passo con le necessità: instancabili
servi del ministero della Chiesa.
Guardando il mondo con gli occhi dei missionari ti hi sentito "fontana del
villaggio" che ha sete di fede. Nei villaggi sperduti fra le montagne ho
colto la perseveranza della vera fede. Gente che per salvaguardare la
propria fede durante le persecuzioni dei regimi è dovuta fuggire fra le
montagne. Ha sacrificato la propria vita vivendo lontano dal mondo. Un
missionario che cammina a volte quattro ore al giorno dove le strade non
esistono è il Segno che tu ci sei. Sei lontano dall'opulenza delle nostre
Chiese, lontano dal frastuono delle nostre messe. Un missionario ti
rappresenta alla tua mensa dopo due ore per arrivare al villaggio, dice una
messa nell'unico luogo di ritrovo del villaggio, il cimitero, e poi di corsa
prima che faccia buio cammina per altre due ore per tornare. Il freddo
pungente dei Balcani d'inverno non perdona e solo avendo percorso quel
cammino, d'estate, posso lontanamente immaginare cosa può voler dire.
Grazie per l'esperienza che mi hai donato, insegnandomi a ricevere prima
ancora di voler dare. Grazie per i giovani adulti che hai posto al mio
fianco proprio quando temevo che la fraternità gifra non potesse darmi
altro. Ho vissuto e condiviso con i miei fratelli l'esperienza senza mai un
litigio, senza screzi… segno del tuo infinito amore. Segno che li dove
soffia il tuo Spirito, li dove si percepisce il tuo amore, la croce del mio
impegno per trovare il coraggio di partire è diventata preludio
dell'incontro.  Nei  volti che ho incontrato e nel confronto con quanti
condividono con me il cammino ho trovato la fede che non conoscevo. Oggi
sono un'uomo più ricco.
Donami oggi il coraggio delle azioni, moltiplica le ore del mio impegno e
allontanami dalla facile retorica e dall'orgoglio della mia esperienza. Se
oggi ho conosciuto una residenza della tua carità fammi cittadino del tuo
amore.



Roberto Maraglino (Gi.Fra. di Puglia e Molise)