Fw: [beati] A BRACCIA APERTE - 14





--- Sab 7/2/09, Andrea Busolo <andrea_busolo at fastwebnet.it> ha scritto:
Da: Andrea Busolo <andrea_busolo at fastwebnet.it>
Oggetto: Fw: [beati] A BRACCIA APERTE - 14
A: Undisclosed-Recipient at yahoo.com
Data: Sabato 7 febbraio 2009, 12:20

 
 
Inoltro la lettera spedita dall' Associazione Beati i Costruttori di Pace al ministro Maroni. Facciamo circolare il buon senso, la solidarietà, l'umanità, contro la barbarie !
 
Andrea  
 

Lettera aperta al Ministro Maroni

 

 

Signor Ministro,

da alcuni giorni le sue uscite sono sempre più sconcertanti. Più che appelli alla legge e al diritto i suoi sono dei veri e propri bollettini di guerra contro le persone più povere e più sfortunate.

Invece di affrontare con tempestività ed efficacia i fatti di xenofobia, razzismo e di violenza, in particolare contro le donne. che sono avvenuti ultimamente in Italia, Lei si è personalmente impegnato in una crociata contro quelli che definisce “i clandestini”, ma che tali non sono. Clandestino è un individuo che sparisce dalla circolazione, perché ha compiuto qualche crimine o qualche atto vergognoso.

Paragonare gli stranieri senza documenti di soggiorno a dei delinquenti in clandestinità è una forzatura che rende sempre più difficile la governabilità sociale. L’unico delitto dei cittadini stranieri che vengono in Italia senza visto di ingresso sono il bisogno di lavoro e la fiducia in una promessa di riscatto. Queste persone non sono sparite dalla circolazione. Sono tutte ben presenti e visibili sia a Lampedusa, come nelle nostre città. Perché non propone delle retate a sorpresa in tutte le case dove vive un anziano disabile? Quelli sono i veri covi dei “clandestini”; li troverà intenti nell’unica forma di delinquenza che praticano: accudire a vecchi incontinenti in cambio di una misera paga e di rari momenti di libertà. Quanto incoscienti sono gli italiani, che affidano la parte più delicata e importante della loro vita e della società, i bambini e gli anziani, a donne “delinquenti” di altri paesi!!

Dobbiamo invece, signor Ministro, riscontrare che non sono gli immigrati i veri clandestini, ma lo Stato. È lo Stato ad essere latitante, quando non consegna i documenti nei 20 giorni previsti dalla legge. È lo Stato ad essere clandestino, quando si nega totalmente a coloro che chiedono di essere riconosciuti.

Il reato di clandestinità, da lei fortemente voluto, dovrebbe riguardare i funzionari dello Stato e primo di tutti lei signor Ministro.

Per questo le chiediamo di non etichettare come “clandestini” le persone cui spetta il diritto di essere riconosciute come tali e rispettate nella loro dignità e anche per il coraggio con cui hanno affrontato peripezie, rischi, sofferenze nel loro viaggio della speranza; a volte a costo vita.

L'Italia oggi nel mondo è quella che gli immigrati presentano e fanno conoscere ai loro Paesi e sono proprio tanti.. E non è certo bella l'immagine che lei e il suo partito state producendo.

Lei, signor Ministro, si propone come “cattivo” con gli immigrati non riconosciuti. Ci permettiamo di ricordarle che per mandato e compito costituzionale non deve essere né buono né cattivo, ma assicurare la difesa dei diritti umani nella legalità.

Per ottenere un momentaneo consenso elettorale Lei e il suo partito vi siete lanciati in una serie di proposte legislative di accanimento verso i più poveri e i più sfortunati, condannati a portare il peso di una crisi mondiale globale, che dovrebbe trovare nella corresponsabilità e nella solidarietà le chiavi per riconoscere e affrontare i conflitti che ne derivano. E oggi questi “disgraziati” si trovano privati anche del diritto previsto dalla Costituzione (art. 32 ) di essere soccorsi dalle strutture sanitarie, anche in caso di estremo bisogno. Anche i medici son chiamati a fare i poliziotti!

Creare un clima di sfiducia e contrapposizione nella società, predisporre il terreno per una guerra tra poveri già ora comportano tensioni e atteggiamenti pericolosi per tutti, per la tenuta della convivenza civile e della democrazia.

Da parte nostra vogliamo dire grazie a tutti gli immigrati che hanno accettato di fare i lavori più umili, anche se con titoli di studio e competenze per lavori più qualificati, e a tutte le badanti che assistono i nostri anziani lungodegenti realizzando un servizio sociale, che lo Stato in questo momento non sarebbe in grado di assolvere con le attuali strutture.

 

Padova, 6 febbraio 2009

 



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