[TarantoOnLine] Dopo anni di richieste i cittadini ottengono a Taranto il rapporto sulla diossina nel latte materno che attesta la presenza di un pentafurano di origine siderurgica



Era il lontano 2016 quando una donna di Taranto confessò a Rosy Battaglia di sentirsi in diritto di sapere se, una volta partorito, il latte con cui avrebbe nutrito suo figlio sarebbe stato contaminato da diossina. Rosy stava muovendo i primi passi di un lungo percorso che oggi si sta avviando verso la conclusione, quello di Taranto Chiama, il documentario che racconta il passato e i possibili futuri della città ionica, che sta cercando di divincolarsi dalla stretta mortale dell’ex ILVA e dei suoi veleni.

“Zona di sacrificio” è stata definita dal relatore speciale ONU Marcos Orellana, che Rosy Battaglia ha incontrato durante le riprese. Una delle tante voci che si aggiungono al coro di una narrazione ricca di tragedie e speranze, come quella di Celeste Fortunato – oggi deceduta – che ha fornito una testimonianza dall’elevato impatto emotivo, raccogliendo simbolicamente il testimone di decine di migliaia di tarantini e tarantine.

Arriviamo dunque a novembre 2023. Io e altri colleghi e colleghe siamo – virtualmente – riuniti con Rosy che vuole comunicare gli esiti di un procedimento chiave nella realizzazione del documentario che si è finalmente concluso dopo mesi, anni di insistenti richieste di accesso «agli esiti della prescrizione 93 dell’autorizzazione integrata ambientale che doveva autorizzare ILVA alla produzione», spiega la giornalista.

«Grazie al Freedom of Information Act (FOIA) ho ottenuto, dall’Istituto Superiore di Sanità, dopo sei mesi di richieste di accesso alle informazioni al MASE, a ISPRA, all’ASL di Taranto, lo studio scientifico completo che conferma le ricadute certe dell’inquinamento del siderurgico sulle madri di Taranto, con in particolare la presenza di una molecola chimica, il 2,3,4,7,8-pentaclorodibenzofurano che “può essere considerato un marcatore di attività industriali di carattere metallurgico”», spiega Rosy ripercorrendo il lungo iter che le è stato necessario per ottenere la documentazione.

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https://www.italiachecambia.org/2023/11/taranto-diossina-latte-materno/


“Dopo mesi di resistenze, la verità è venuta a galla: un pentafurano siderurgico è nel latte materno delle mamme di Taranto. Mi chiedo perché debbano essere i cittadini a fare un buco nelle istituzioni per tirare fuori una verità che altri dovrebbero portarci a casa con le dovute spiegazione e con le scuse per quanto avviene”. Lo scrive sul suo profilo Facebook il presidente di Peacelink, associazione da anni attiva sul fronte della tutela della salute e dell’ambiente, con sede a Taranto, Alessandro Marescotti, spiegando che “grazie al Freedom of Information Act (Foia)” è stato ottenuto dall’Istituto Superiore di Sanità, dopo sei mesi di richieste di accesso alle informazioni al Mase, a Ispra, all’Asl di Taranto, lo studio scientifico completo che conferma le ricadute certe dell’inquinamento del siderurgico sulle madri di Taranto”.

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https://pugliasera.it/2023/11/16/nel-latte-delle-mamme-di-taranto-ce-pentafurano-siderurgico-i-risultati-di-uno-studio-e-la-denuncia-di-peacelink/