[Pace] IPRI CCP: "Tentativo invasivo di portare all’interno del sistema scolastico la propaganda militare"



Sono Carla Biavati presidente dell’associazione Istituto italiano Ricerca per la Pace (IPRI CCP) da molti anni impegnata nello studio metodologico e nella pratica progettuale della nonviolenta attiva. Già oltre quarant’anni fa, il nostro fondatore Alberto L’Abate indicava come l’apparato militare e industriale fosse uno dei più grandi pericoli per il mantenimento della pace nel mondo. 

Assistiamo sgomenti ad una progressiva e feroce espansione delle guerre guerreggiate nel mondo e il nostro paese partecipa a missioni militari e la riarmo di paesi in conflitto.

Inoltre purtroppo la cultura militarista sta espandendosi anche nell’ambito sociale educativo e scolastico.

La tre giorni palermitana ne è un esempio lampante e la nostra indignazione aumenta vedendo le grandi risorse che il governo impiega per diffondere un messaggio glorificante la cultura militare, mentre purtroppo non sovvenziona i pur numerosi interventi scolastici educativi volti a favorire la conoscenza del messaggio di nonviolenta attiva che da tanti anni e con tante difficoltà continuiamo a diffondere.

Purtroppo la stampa non è mai stata molto disponibile a riportare tutte le iniziative che abbiamo realizzato, mentre riporta puntualmente a grandi titoli le iniziative del comparto militare e industriale.

Abbiamo notato inoltre il tentativo invasivo di portare all’interno del sistema scolastico una propaganda militare che non rispetta la libera visione degli studenti, mentre per portare i nostri interventi nonviolenti dobbiamo sempre intraprendere un iter burocratico scoraggiante.

Notiamo inoltre uno sciatto tentativo di mettere all’interno del messaggio militarista il pensiero di grandi storici della nonviolenta attiva. Johan Galtung, norvegese, padre della scuola Transcend sul superamento positivo dei conflitti, viene definito americano e il suo pensiero riportato in modo decontestualizzato. Questo nostro appello accorato chiede una più equa presentazione degli interventi di pace e di nonviolenta attiva.  Con la speranza che nel futuro la stampa dia adeguato spazio alla cultura della nonviolenza e alla gestione positiva dei conflitti.


Carla Biavati

IPRI CCP

Istituto Italiano Ricerca per la Pace

Corpi civili di pace


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