Simone libere!



Quattro margherite, da questa sera, ricominciano a fiorire in Iraq per
continuare a dimostrare che solo le azioni pacifiche, di dialogo e non di
contrapposizione violenta o di occupazione militare che possono, anche in
condizioni drammatiche, riaprire ponti di convivenza tra i popoli, ponti
per costruire un mondo diverso, un mondo migliore.
Questa soluzione positiva è stata chiaramente possibile proprio grazie al
ruolo che le stesse quattro persone e le loro organizzazioni hanno e
avevano svolto da anni in quel Paese a difesa della popolazione contro le
guerre, ieri ed oggi, contro l’embargo, ma anche grazie alla straordinaria
mobilitazione delle milioni di persone che proprio in nome della pace e
della convivenza, in quelle terre e qui, hanno scelto con forza di svolgere
tante azioni pubbliche ed appelli per la loro liberazioni.
Questa soluzione dimostra subito quanto sia miope lo scenario della
cosiddetta guerra di civiltà che tanti anche in questa regione continuano a
proporre che, invece, continua ad alimentare la spirale guerra/terrorismo.
Testimonia quanto il dialogo aperto tra culture, religioni, usanze aiuti
anche nelle fasi più brutte e pericolose sia una speranza concreta:
dobbiamo ringraziare oggi l’adesione convinta delle comunità delle
immigrate e degli immigrati, dei vari rappresentanti religiosi, per primi
gli islamici, ai tanti appelli rivolti in queste settimane compreso quello
lanciato in regione dall’Assessore Antonaz.
Domani, venerdì, giornata di preghiera ed incontro per i mussulmani
stringiamoci attorno a queste comunità in segno di solidarietà! Io stesso
andrò a salutarli nelle loro moschee a Udine e Trieste.
Le quattro margherite sono oggi un impegno per la liberazione di tutti gli
ostaggi, compreso il popolo iracheno che ha oggi, come non mai, pieno
diritto alla completa autodeterminazione senza la presenza di truppe
militari di occupazione: cessino immediatamente i bombardamenti sulle case
e i villaggi, si aprono nuovi ponti di aiuti al popolo, lascino quel paese
le truppe militari.

Grazie alla conclusione di questa vicenda oggi possiamo continuare a
credere che un mondo diverso è possibile!



Michele Negro
Responsabile pace e solidarietà
Segreteria regionale FVG Partito della Rifondazione Comunista