[Nonviolenza] Donna, vita, liberta'. 421



*********************
DONNA, VITA, LIBERTA'
*********************
A sostegno della lotta nonviolenta delle donne per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani
a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" (anno XXV)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com
Numero 421 del 25 febbraio 2024

In questo numero:
1. Raniero La Valle: Tre flagelli, le nuove sfide
2. Si apre il 23 febbraio 2024 a Roma il XXVII congresso del Movimento Nonviolento
3. Il contributo precongressuale del centro territoriale di Ferrara: Complessita' e convinzione
4. Il contributo del Centro territoriale di Reggio Emilia al XXVII Congresso del Movimento Nonviolento
5. Maurizio Acerbo: Auguri di buon lavoro al congresso del Movimento Nonviolento
6. Sosteniamo Narges Mohammadi e la lotta delle donne in Iran. Chiediamo la liberazione dell'attivista Premio Nobel per la Pace e che siano accolte le sue richieste di rispetto dei diritti umani
7. Perche' occorre scrivere ora a Biden per chiedere la liberazione di Leonard Peltier
8. Non muoia in carcere Leonard Peltier, difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e della Madre Terra. Alcuni materiali di documentazione
9. Alcuni riferimenti utili
10. Sosteniamo il Coordinamento Italiano di Sostegno alle Donne Afghane
11. Solidali con le donne iraniane nella lotta nonviolenta per i diritti umani di tutti gli esseri umani
12. Ripetiamo ancora una volta...
13. A costo di sembrare il solito grillo parlante... (novembre 2023)
14. Cosa possiamo (e dobbiamo) realmente fare contro la guerra in corso in Europa? (aprile 2023)

1. RIFLESSIONE. RANIERO LA VALLE: TRE FLAGELLI, LE NUOVE SFIDE
[Dalla newsletter di "Chiesa di Tutti Chiesa dei Poveri" n. 330 del 23 febbraio 2024 riprendiamo e diffondiamo]

Cari amici,
a Roma si svolge in questi giorni il Congresso del Movimento Nonviolento gandhiano di Mao Valpiana, ed e' una cosa straordinaria che la Nonviolenza sia ancora cosi' viva nella coscienza di tanti, quando proprio la Violenza in questo nostro tempo e' stata intronizzata come nuova regina del mondo: una violenza che domina sovrana, e in quanto "sovrana" non riconosce alcuno sopra di se', come accade oggi prima di tutto a Gaza e in Palestina, la terra del buon Samaritano, e al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, dove la maggiore Potenza mondiale vota contro il "cessate il fuoco", ed anche in Ucraina dove a combattere sono la seconda Potenza mondiale e un disgraziato Paese dove "i capi dei sacerdoti e i governanti" offrono il popolo in sacrificio, e dove e' proibito per legge il negoziato col Nemico, e nel mar Rosso dove basterebbe che la vita delle vittime stesse a cuore ai potenti come la liberta' delle merci, e in cento altre guerre che nemmeno sono nominate e sembrano non interessare nessuno, mentre sono altrettante fasi della guerra civile mondiale che e' in corso.
Ma anche a Napoli c'e' l'incontro promosso da "Il coraggio della pace", e anche a Piombino c'e' una manifestazione per la pace con le donne in nero, e a l'Aquila si lotta contro l'estradizione  del giovane palestinese Yanan Yaeesh di cui Israele pretende la consegna da parte dell'Italia perche' accusato di connivenza con la resistenza palestinese; e c'e' la giornata del "Tavolo della pace" di Viterbo e le iniziative del Centro per la pace di Peppe Sini per la liberazione di Leonard Peltier, il nativo americano da 48 anni in carcere per la difesa da lui fatta di tutti i viventi, e ancora la fiaccolata e il presidio della Rete pace di Rimini, e le iniziative di Empoli, come la grande manifestazione contro le morti sul lavoro di Firenze, e tante altre. Sono tutte espressioni della volonta' popolare, le quali dimostrano che, se la guerra e' sovrana, la pace non e' sconfitta, e anzi di sicuro vincera'.
Alla Rete pace di Rimini, che ci ha chiesto un saluto, e con essa a tutti gli altri, abbiamo scritto cosi': "Caro Popolo della Pace, e manifestanti per la pace, voi sapete bene quali sono le vie della pace - nonviolenza, disarmo - ; vogliamo pero' dirvi quali sono le tre cose nuove che si devono assolutamente capire e su cui bisoga aprire gli occhi del mondo. La prima cosa e' che la vittoria, perseguita come conclusione della guerra, oggi non e' piu' possibile e non c'e' piu'. Una volta questo era l'obiettivo normale e piu' rapido delle guerre, fin dai tempi di Cesare: Venni, vidi, vinsi, e lui conquisto' il Ponto. Ma oggi dov'e' la vittoria? Per Israele consisterebbe nell'uccidere l'ultimo palestinese assimilato ad Hamas, ma dopo averne uccisi gia' 30.000 e scacciato tutta la popolazione di Gaza, ci sarebbero sempre nuovi palestinesi contro Israele che non vogliono essere annientati come popolo.
"E che significherebbe la vittoria per l'Ucraina? Significherebbe sconfiggere la Russia, ma l'Ucraina stessa sarebbe distrutta, una intera generazione sarebbe perduta, un dittatore narcisista resterebbe al potere, e l'Ucraina avrebbe accanto una belva ferita di 150 milioni di abitanti che metterebbe a soqquadro il mondo. E quale sarebbe il prezzo della vittoria degli Stati Uniti sulla Cina per il primato nel mondo, se non la terza guerra mondiale?
"La seconda cosa nuova e' che se anche c'e' una guerra mondiale a pezzi, come dice il Papa, ogni guerra e' una guerra civile. Infatti ormai tutti noi, di ogni Paese del mondo, siamo inclusi in un unico ordinamento, dominati da un'unica finanza, soggiogati dagli stessi poteri, e la guerra che si fa dentro un unico ordinamento e' una guerra civile. E "la guerra civile - come ha scritto il giurista tedesco sopravvissuto al nazismo Carl Schmitt - ha qualcosa di particolarmente crudele; essa e' guerra civile perche' e' condotta all'interno di una comune unita' politica comprendente anche l'avversario e nell'ambito del medesimo ordinamento giuridico... Percio' il dubbio sul proprio diritto e' considerato tradimento, l'interesse per l'argomentazione dell'avversario, slealta'; il tentativo di una discussione diviene intesa col nemico. Cio' avvelena la lotta. La porta a durezza estrema, facendo degli strumenti e dei metodi della giustizia gli strumenti e i metodi dell'annientamento". Dunque ogni guerra non e' una guerra contro gli altri, e' una guerra contro se stessi.
"La terza cosa nuova e' che prima la guerra era legittima, e a fare eccezione erano i "crimini di guerra", mentre "sia in tempo di pace che in tempo di guerra" il genocidio era considerato un "crimine contro l'umanita' condannato da tutto il mondo civile". Oggi la guerra stessa e' un crimine ed ogni guerra e' un genocidio, perche' diretta non a qualche conquista, ma allo sterminio di popoli interi; tuttavia la guerra e' oggi di nuovo rivendicata ed esaltata tra gli altri "valori", ed il genocidio e' perpetrato, e perfino incoraggiato nell'attuale mondo civile".
Ci sono dunque tre nuovi flagelli, tre sfide. Si dice che il rimedio sarebbe fare appello alla ragione e al diritto. E infatti non ci sarebbe la guerra se ci fosse la ragione, perche' essa, come dice la "Pacem in terris", e' "fuori della ragione". Ma e' proprio con la ragione che oggi il genocidio viene convalidato, quando la ragione lo giudica "proporzionato", in base a una macabra contabilita' tra offesa e difesa. E il razionalismo, staccato dallo spirito che rende umano l'umano, e' quella "sorta di deserto di sabbia" in cui, secondo il teologo tedesco autore dell'"Idea di Europa", Erich Przyvara, e' caduta, a partire dal XVII secolo di Kant e di Cartesio, la cultura europea.
Per combattere contro questi flagelli, bisogna fare appello dunque non solo a un astrattismo ingannevole, razionale o normativo, ma a tutte le risorse della politica e dell'umano. A questo siamo chiamati e all'azione conseguente, immersa nella storia che viviamo.
Con i piu' cordiali saluti,
Chiesa di Tutti Chiesa dei Poveri

2. INCONTRI. SI APRE IL 23 FEBBRAIO 2024 A ROMA IL XXVII CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
[Riproponiamo il seguente comunicato diffuso il 23 febbraio 2024]

Si apre venerdi' 23 febbraio 2024 a Roma, ed ivi si concludera' domenica 25 febbraio, il XXVII congresso del Movimento Nonviolento.
*
Il comunicato del Movimento Nonviolento
Di seguito il comunicato di presentazione diffuso dal Movimento Nonviolento alcuni giorni fa ed i riferimenti per contatti ed ulteriori informazioni.
Congresso del Movimento Nonviolento
Roma, 23 - 24 - 25 febbraio 2024.
Il titolo del Congresso e': “Obiezione alla guerra, oggi! Priorita' della nonviolenza", una formula che indica gia' obiettivi e strumenti, mezzi e fini. "Priorita' della nonviolenza" ha un doppio significato:
- indicare quali sono le priorita' che la nonviolenza chiede per la realta' di oggi;
- assumere la nonviolenza come priorita' per la nostra vita personale e politica.
Il XXVII Congresso nazionale del Movimento Nonviolento si svolgera' a Roma (Spazio Pubblico – FP Cgil, via di Porta Maggiore 52, zona Termini) nei giorni 23, 24, 25 febbraio 2024.
Il Congresso si aprira' il venerdi' 23 febbraio alle ore 17 con la registrazione dei partecipanti (aperto a tutti, ma votano solo gli iscritti), cui seguira' alle 18 il dibattito pubblico "Elezioni Europee e l'aggiunta nonviolenta", su Europa disarmata, l'Europa e la Nato, i Corpi civili europei di pace, le guerre ai confini d'Europa, Europa dei ponti o dei muri?
Il sabato 24 febbraio, dopo la relazione di apertura sulle attivita' svolte e le prospettive di lavoro, gli interventi dei Centri territoriali, i saluti degli ospiti, seguira' il dibattito che si concludera' con la votazione della Mozione e degli organi statutari.
Al Congresso parteciperanno anche i rappresentanti delle Reti di cui il Movimento Nonviolento fa parte (Rete italiana Pace e Disarmo, Conferenza nazionale Enti di Servizio Civile, Beoc - Ufficio Europeo Obiezione di Coscienza, War Resisters International, ecc.), delle Campagna "Obiezione alla guerra", "Un'altra difesa e' possibile", "La via Maestra per la Costituzione", e delle Associazioni con cui collabora (da Un Ponte per ad Archivio Disarmo, da Cgil a Fondazione Langer, da Acli a Fondazione Capitini, ecc.).
Sara' questa la nostra partecipazione attiva alla giornata di mobilitazione nazionale del 24 febbraio "Fermiamo la criminale follia della guerra" lanciata da Europe for Peace e AssisiPaceGiusta.
Tra gli ospiti del nostro Congresso ci sara' anche Olga Karatch (premio Langer 2023), testimone bielorussa della Campagna di Obiezione alla guerra a difesa dei diritti umani di chi rifiuta la mobilitazione militare e la coscrizione obbligatoria. Ci saranno anche collegamenti con obiettori di coscienza alla guerra in Ucraina e in Palestina.
Il Congresso si concludera' domenica 25 febbraio con la partecipazione collettiva all'Angelus in Piazza San Pietro, nell'ambito della campagna contro tutte le guerra e contro le armi che le rendono possibili di Papa Francesco.
I giornalisti sono invitati.
Mao Valpiana, Presidente
Per contatti stampa:
Segreteria Congresso tel. 045 8009803
Presidente (M. Valpiana) cell. 348 2863190
Contatti su Roma (D. Taurino) cell. 328 3736667
Siti internet: www.azionenonviolenta.it, www.nonviolenti.org
E-mail: azionenonviolenta at sis.it, redazione at azionenonviolenta.it
*
Auguri di buon lavoro
Il Movimento Nonviolento, fondato dall'illustre filosofo ed educatore antifascista Aldo Capitini, e' da oltre mezzo secolo una delle realta' piu' vive e lungimiranti dell'impegno di pace, giustizia e solidarieta' nel nostro paese.
Ogni associazione, ogni istituzione ed ogni persona sinceramente e profondamente impegnate per la pace, la dignita' umana, la difesa del mondo vivente, esprimono gratitudine e vicinanza, attenzione e sostegno a questa esperienza.
Il congresso odierno, in questo tragico momento storico, richiama l'umanita' intera al primo diritto e al primo dovere di ogni essere umano e di ogni umano istituto: ogni essere umano ha diritto alla vita; salvare le vite e' il primo dovere.
Anche il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo formula i migliori auguri di buon lavoro al congresso del Movimento Nonviolento ed invita tutte le sue interlocutrici e tutti i suoi interlocutori a fare altrettanto e a diffondere ulteriormente l'informazione e richiamare quindi l'attenzione su questo importante incontro di coerenti costruttrici e costruttori di pace.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe in corso.

3. RIFLESSIONE. IL CONTRIBUTO PRECONGRESSUALE DEL CENTRO TERRITORIALE DI FERRARA: COMPLESSITA' E CONVINZIONE
[Dal sito di "Azione nonviolenta" riprendiamo e diffondiamo]

Una dozzina di amici della nonviolenza ferraresi si e' riunita il 13 febbraio scorso in una sala dell'associazione "Viale K", che nella nostra citta', su impulso di don Domenico Bedin e di tanti suoi collaboratori, opera da anni per i diritti dei migranti, contro la poverta' e le diseguaglianze. Il luogo e' di per se' significativo, al piano terra e aperto alle persone, raccolto e confortevole, adiacente all'Emporio Solidale dove famiglie in temporanea difficolta' economica ricevono accoglienza e ristoro in modo concreto, efficace e rispettoso della loro dignita'.
L'incontro e' stato convocato per parlare del Movimento Nonviolento a livello locale e nazionale, di cio' che abbiamo fatto nell'ultimo periodo e delle priorita' che sentiamo vive. Quello che piu' ci accomunava era l'essere molto diversi: per eta', professione, scelte personali, percorso di avvicinamento alla nonviolenza, esperienza di partecipazione civica e politica. Tra i partecipanti c'erano obiettori di coscienza di lungo corso, al servizio e alle spese militari, che condividono l'urgenza di confermare quella scelta declinandola in nuove modalita' ancora da delineare compiutamente.
Il giro iniziale, di presentazione, e' andato ben oltre la forma, ciascuno desideroso di entrare nel vivo degli argomenti a partire dalla propria storia, per farsi conoscere dagli altri e per conoscerli poi. Gia' per questo motivo non e' stato necessario dare una direzione, se non per ricondurre - nella seconda parte dell'incontro - all'approssimarsi del Congresso del Movimento Nonviolento.
A Ferrara dopo la morte di Daniele Lugli, nostro amico e maestro, e dopo il privilegio di ricevere da lui una testimonianza affettuosa e costante della nonviolenza di Aldo Capitini, ci siamo ritrovati in giugno a ricomporre i cocci e a verificare l'impegno che eravamo disposti a prenderci con noi stessi e con gli altri. Di questi mesi occorre citare innanzitutto la scelta di continuare insieme il percorso. Ci incontriamo a ritmo all'incirca settimanale, in un gruppo di dimensioni variabili che si rifa' al Movimento Nonviolento, con una parte di iscritti e altri comunque molto vicini.
A Ferrara il gruppo ha promosso, dal 2 al 7 ottobre 2023, la settimana sull'obiezione alla guerra con la realizzazione di una videointervista a Daniele Lugli sul GAN, il Gruppo di Azione Nonviolenta per l'obiezione di coscienza al servizio militare (1963-'66), una mostra sulla storia dell'obiezione di coscienza in Italia e le testimonianze che ci arrivano da Ucraina, Russia e Bielorussia, numerose iniziative e tante sessioni di formazione per studenti di diverse eta' e per volontari in servizio civile.
Dopo questo ciclo cosi' intenso abbiamo iniziato a mettere in campo le proposte formative rivolte alle scuole della provincia, mentre la mostra sull'obiezione di coscienza sara' a breve ospitata in un liceo cittadino. Inoltre stiamo svolgendo un corso di formazione per insegnanti e educatori sulla gestione nonviolenta dei conflitti, in collaborazione con il Movimento di Cooperazione Educativa, e collaboriamo con il Laboratorio per la pace del Dipartimento di Studi Umanistici, Universita' di Ferrara, promuovendo il ciclo di presentazioni "Libri per la pace" e svolgendo una ricerca centrata proprio sulla storia del GAN. Senza dimenticare di fare la nostra parte, per quanto riusciamo, nella Rete della Pace di Ferrara, un coordinamento informale che si e' costruito negli anni intorno alla Cgil e che e' attivo soprattutto con iniziative contro la guerra e per i diritti umani.
Di tutto questo non abbiamo parlato in riunione, ne eravamo ben consapevoli mentre cucivamo insieme piu' dubbi che certezze, timori speranze e desideri piu' che convinzioni chiare su cio' che abbiamo intorno a tutti i livelli, da quello locale - Ferrara si prepara alle elezioni amministrative, quest'anno, e alcuni dei presenti sono impegnati politicamente - a quello nazionale e globale.
Ci interessa l'obiezione a ogni violenza, quella della guerra come quella che si sviluppa nelle relazioni di prossimita', in famiglia come a scuola. Ci interessa la violenza piu' sgarbata come quella "mascherata" dai ruoli o dalle burocrazie.
Le trasformazioni culturali in atto, spinte da chi puo' farlo - politica globale e nazionale, media mainstream, industria bellica... - portano a rendere digeribile la guerra e la violenza come mezzo di risoluzione dei conflitti a ogni livello, in spregio alla Costituzione, alla ragionevolezza, a ogni prospettiva di convivenza. La sfida e' dunque soprattutto culturale, nella lettura del presente ("se non capiamo cosa sta succedendo, non possiamo fare una proposta convincente") e nell'elaborazione di proposte concrete iniziando dalla formazione per ragazzi, giovani e adulti. E' un compito difficile, sia perche' la realta' e' un garbuglio e ci confonde, sia perche' lo scenario nel quale siamo immersi comincia gia' a essere minaccioso, a far sentire insicuro un insegnante o un operatore culturale che voglia dire ad alta voce parole divergenti da chi inneggia alla patria, al nazionalismo, alla difesa dei confini.
Pensiamo che nonostante tutto questo sia possibile sviluppare proposte positive e percorribili, nella partecipazione dal basso e nella presenza in luoghi decisionali, ciascuno secondo le proprie capacita' e inclinazioni. Sentiamo ancora il bisogno di formarci individualmente e come gruppo attraverso letture comuni, discussioni, confronti. In questo senso siamo sicuri e grati di poter contare sul Movimento Nonviolento nazionale, cui riconosciamo l'ottimo il lavoro di connessione con altre realta' italiane e internazionali e una preziosa funzione di orientamento nello studio e nell'azione. Le elezioni europee del prossimo giugno sono una tappa importante e auspichiamo che il dibattito congressuale sia di stimolo per orizzontarci verso forze determinate a costruire la pace.
Ai primi sbadigli ci siamo accorti di essere insieme da quattro ore, senza pause ne' intoppi, immersi in una conversazione partecipata, in un ascolto attento e senza figure dominanti ma realmente corale. Ci siamo riproposti di riprendere il discorso a breve con gli amici e le amiche che sono intervenuti e con i diversi assenti giustificati.

4. RIFLESSIONE. IL CONTRIBUTODEL CENTRO TERRITORIALE DI REGGIO EMILIA AL XXVII CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
[Dal sito di "Azione nonviolenta" riprendiamo e diffondiamo]

Si e' svolto a Reggio Emilia, il 21 febbraio l'incontro del Movimento Nonviolento in preparazione al congresso nazionale, svoltosi nella sede di Libera Reggio Emilia. E' iniziato con gli interventi di tre iscritti al movimento: Camillo Garlappi, Fulvia Gueli (non era fisicamente presente, quindi il suo intervento e' stato letto) e Pasquale Pugliese, prima di aprire il dialogo con i numerosi presenti.
Camillo Garlappi ha riportato le problematiche relative alle spese militari, citando il SIPRI di Stoccolma e l'Osservatorio sulle spese militari italiane (Milex), in particolare ha commentato il rapporto del 2023, relativo al 2022. Cio' che ne emerge e' che la situazione globale e' nettamente peggiorata rispetto all'anno precedente, a causa della presenza di sempre piu' conflitti in tutto il mondo e sempre crescenti spese militari. Inoltre sono state presentate due proposte nonviolente per rispondere a questa situazione: l'appello internazionale degli scienziati del "dividendo di pace", promosso in Italia da Carlo Rovelli, per spendere tutti il 2% in meno in spese militari e reinvestire le risorse risparmiate nella lotta alla crisi climatica, e la campagna italiana "Un'altra difesa e' possibile".
Il secondo intervento e' stato il messaggio di Fulvia Gueli, insegnate, la quale ha posto l'attenzione sul ruolo della scuola nell'educazione alla pace, alla nonviolenza e alla convivenza civile, necessaria per contrastare l'informazione bellicista dilagante, fondata sulla cultura del "nemico". La via, dunque, e' una resistenza nonviolenta nella scuola, la giusta risposta a chi oggi, tentando di imporre anche alla scuola una cultura bellicista, disattende e tradisce i principi della scuola della Costituzione.
Infine l'ultimo intervento e' stato di Pasquale Pugliese, il quale ha citato la piramide della violenza di Johan Galtung - che ci ha lasciati il 17 febbraio - affermando che l'impegno nonviolento si deve sviluppare lungo tutta la filiera della violenza. Della preparazione delle guerre e' parte determinante la violenza strutturale che si esplicita nel "complesso militare-industriale" internazionale, a ruota di quello statunitense. Al di sotto della quale troviamo la violenza culturale, la quale si manifesta nell'ideologia bellicista espressa in questi anni da quasi tutti i canali mediatici. La guerra e' tornata ad essere il centro della politica internazionale e non vengono tenute in considerazione alternative. Si tratta allora di rovesciare il falso adagio "se vuoi la pace, prepara la guerra" nel piu' razionale "se vuoi la pace, prepara la pace". E questo e' l'impegno quotidiano, fin dal 1962, del Movimento Nonviolento, che si manifesta anche nella campagna attiva dal 24 febbraio 2022 di Obiezione alla guerra, che sostiene economicamente e legalmente tutti gli obiettori di coscienza e disertori di tutte le parti in lotta. Inoltre il Movimento Nonviolento e' parte attiva della Rete Italiana Pace e Disarmo.
In conclusione si e' parlato dell'impegno pacifista sul territorio reggiano, il quale ha una lunga storia di nonviolenza e antimilitarismo: che parte nel '900 dai giovani manifestanti contro l'ingresso in guerra uccisi nel 1915 dall'esercito italiano, Baricchi e Angiolitti, passa attraverso la solidarieta' del consiglio comunale reggiano verso don Lorenzo Milani, in occasione dei processo, per la quale fu incriminato. Negli ultimi anni anche a Reggio si e' costituita la rete Europe for peace e il Movimento Nonviolento ha aderito alla proposta del consiglio comunale per la marcia unitaria per la pace del 24 febbraio 2024, occasione nella la quale accogliera' Robi Damelin, portavoce dell'organizzazione pacifista "mista" israeliano-palestinese dei Parents Circle. Inoltre il Movimento Nonviolento reggiano sta dialogando con diverse forze politiche proponendo per i programmi elettorali un assessorato per la pace.
Quest'ultima proposta e' stata condivisa da tutti i partecipati, esprimendo il desiderio che la pace diventi un tratto distintivo della citta'. Le prossime tappe reggiane saranno l'organizzazione - insieme alla rete territoriale di Europe for Peace - di un'assemblea pacifista provinciale a fine marzo, una marcia per la pace da Reggio Emilia a Casa Cervi il 25 aprile e la Festa della Repubblica che ripudia la guerra il prossimo 2 giugno. L'incontro si e' concluso con un aperto dialogo con i partecipanti, dal quale e' emersa anche la proposta di svolgere serate di formazione e autoformazione.

5. RIFLESSIONE. MAURIZIO ACERBO: AUGURI DI BUON LAVORO AL CONGRESSO DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
[Riceviamo e diffondiamo]

Caro Mao, care compagne, cari compagni,
a nome di Rifondazione Comunista formulo i piu' sinceri auguri di buon lavoro al vostro Congresso.
Superfluo dire che le ragioni del vostro impegno assumono un valore ancora piu' straordinario nei giorni terribili che viviamo, segnati dalle guerre, dagli stermini, dai genocidi. Come sempre accade la guerra e' accompagnata dall'ideologia di guerra, che pervade la nostra societa', veicolata ossessivamente e unanimemente dai mass media. Si tratta di fare accettare il crescente riarmo e l'incremento delle spese militari e, ormai, perfino l'idea di un coinvolgimento dell'Italia ancora piu' pieno e pericoloso (alla faccia della Costituzione antifascista e pacifista), mentre la guerra atomica non e' piu' un tabu', dato che ne parlano e ne scrivono come di una possibilita' concretamente praticabile e da considerare.
Le prossime elezioni europee si collocano in questo contesto di guerra, che ci spinge a considerare la pace come il centro che annoda tutti gli altri problemi, da quelli sociali a quelli ambientali, da quelli del reddito fino a quelli della convivenza civile e della stessa democrazia (dato che guerra e democrazia si escludono a vicenda).
Abbiamo letto che discuterete anche di elezioni europee. Noi pensiamo che bisogna unire le voci di pace per fermare la deriva militarista e guerrafondaia che ha visto in Europa aggregarsi una larghissima maggioranza trasversale, dall'estrema destra a socialisti e verdi tedeschi, nel sostegno alle scelte di guerra e riarmo.
L'Europa dovrebbe liberarsi dalla sudditanza alla NATO e proporre alternative di pace.
Il nostro paese, con la sua opinione pubblica che anche grazie a Papa Francesco ha resistito alla martellante propaganda di guerra, dovrebbe far sentire forte il ripudio della guerra sancito dalla Costituzione e invece vede governo e gran parte dell'opposizione uniti nel partito unico bellicista.
Per questo abbiamo recepito positivamente la proposta di una lista per la pace avanzata da Raniero La Valle e Michele Santoro. Speriamo che tutte le formazioni politiche che si oppongono alla guerra si uniscano a questo progetto e che soprattutto concorrano tutte le realta' da sempre impegnate per la pace e la nonviolenza.
Non mi e' possibile assistere ai lavori perche' in questo fine settimana sono a Lubiana per riunione della Sinistra Europea.
Auguri di buon lavoro
Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea, Coordinamento di Unione Popolare

6. REPETITA IUVANT. SOSTENIAMO NARGES MOHAMMADI E LA LOTTA DELLE DONNE IN IRAN. CHIEDIAMO LA LIBERAZIONE DELL'ATTIVISTA PREMIO NOBEL PER LA PACE E CHE SIANO ACCOLTE LE SUE RICHIESTE DI RISPETTO DEI DIRITTI UMANI

Sosteniamo Narges Mohammadi, Premio Nobel per la pace, detenuta in Iran per la sua lotta nonviolenta in difesa dei diritti umani e per l'abolizione della pena di morte.
Sosteniamo la lotta nonviolenta delle donne in Iran per la dignita' umana di tutti gli esseri umani.
Sia liberata Narges Mohammadi e tutte le prigioniere e tutti i prigionieri di coscienza, tutte le detenute e tutti i detenuti politici, tutte le persone innocenti perseguitate e sequestrate, in Iran come ovunque.
Cessi l'oppressione delle donne in Iran come ovunque nel mondo, siano rispettati i diritti umani di tutti gli esseri umani.
*
Chiediamo al Parlamento e al governo italiano di premere sul governo iraniano affinche' a Narges Mohammadi sia restituita la liberta' e le sue richieste di rispetto dei diritti umani siano accolte.
Chiediamo al Parlamento Europeo, al Consiglio Europeo e alla Commissione Europea di premere sul governo iraniano affinche' a Narges Mohammadi sia restituita la liberta' e le sue richieste di rispetto dei diritti umani siano accolte.
Chiediamo al Segretario Generale e all'Assemblea Generale dell'Onu di premere sul governo iraniano affinche' a Narges Mohammadi sia restituita la liberta' e le sue richieste di rispetto dei diritti umani siano accolte.
*
Chiediamo a tutte le persone di volonta' buona, a tutti i movimenti democratici, a tutte le istituzioni sollecite del bene comune e della dignita' umana, a tutti i mezzi d'informazione impegnati per la verita' e la giustizia, d'impegnarsi a sostegno di Narges Mohammadi e delle donne iraniane.
*
Donna, vita, liberta'.

7. REPETITA IUVANT. PERCHE' OCCORRE SCRIVERE ORA A BIDEN PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE DI LEONARD PELTIER

Perche' quest'anno negli Stati Uniti d'America ci saranno le elezioni presidenziali.
Ed e' abitudine dei presidenti al termine del mandato di concedere la grazia ad alcune persone detenute.
Quindi e' in questi mesi che Biden decidera' in merito.
E quindi e' adesso che occorre persuaderlo a restituire la liberta' a Leonard Peltier.
*
Di seguito le indicazioni dettagliate per scrivere alla Casa Bianca e una proposta di testo in inglese
Nel web aprire la pagina della Casa Bianca attraverso cui inviare lettere: https://www.whitehouse.gov/contact/
Compilare quindi gli item successivi:
- alla voce MESSAGE TYPE: scegliere Contact the President
- alla voce PREFIX: scegliere il titolo corrispondente alla propria identita'
- alla voce FIRST NAME: scrivere il proprio nome
- alla voce SECOND NAME: si puo' omettere la compilazione
- alla voce LAST NAME: scrivere il proprio cognome
- alla voce SUFFIX, PRONOUNS: si puo' omettere la compilazione
- alla voce E-MAIL: scrivere il proprio indirizzo e-mail
- alla voce PHONE: scrivere il proprio numero di telefono seguendo lo schema 39xxxxxxxxxx
- alla voce COUNTRY/STATE/REGION: scegliere Italy
- alla voce STREET: scrivere il proprio indirizzo nella sequenza numero civico, via/piazza
- alla voce CITY: scrivere il nome della propria citta' e il relativo codice di avviamento postale
- alla voce WHAT WOULD YOU LIKE TO SAY? [Cosa vorresti dire?]: copiare e incollare il messaggio seguente:
Mr. President,
Although I reside far from your country, I am aware of the injustice that has persisted for 48 years against Leonard Peltier, who was denied a review of his trial even after exculpatory evidence emerged for the events of June 26, 1975 on the Pine Ridge (SD) reservation where two federal agents and a Native American lost their lives.
I therefore appeal to your supreme authority to pardon this man, now elderly and ill, after nearly half a century of imprisonment.
I thank you in advance for your positive decision, with best regards.
Traduzione italiana del testo che precede:
Signor Presidente,
sebbene io risieda lontano dal Suo Paese, sono consapevole dell'ingiustizia che persiste da 48 anni nei confronti di Leonard Peltier, al quale e' stata negata la revisione del processo anche dopo che sono emerse prove a discarico per gli eventi del 26 giugno 1975 nella riserva di Pine Ridge (South Dakota) in cui persero la vita due agenti federali e un nativo americano.
Mi appello quindi alla Sua suprema autorita' affinche' conceda la grazia a questo uomo, ormai anziano e malato, dopo quasi mezzo secolo di detenzione.
La ringrazio fin d'ora per la Sua decisione positiva, con i migliori saluti.

8. MATERIALI. NON MUOIA IN CARCERE LEONARD PELTIER, DIFENSORE DEI DIRITTI UMANI DI TUTTI GLI ESSERI UMANI E DELLA MADRE TERRA. ALCUNI MATERIALI DI DOCUMENTAZIONE

Non muoia in carcere Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, da 48 anni prigioniero innocente.
Si estenda e si intensifichi la mobilitazione nonviolenta internazionale per chiedere al Presidente degli Stati Uniti d'America di concedere la grazia che restituisca la liberta' a Leonard Peltier.
*
Segnaliamo alcuni  materiali di documentazione in lingua italiana disponibili nella rete telematica:
https://sites.google.com/view/viterboperleonardpeltier/home-page
https://sites.google.com/view/vetralla-per-peltier-2021/home-page
https://sites.google.com/view/vetrallaperpeltier2022/home-page
https://sites.google.com/view/vetrallaperleonardpeltier2023/home-page
https://sites.google.com/view/vetralla-per-peltier-2024/home-page
*
Free Leonard Peltier.
Mitakuye Oyasin.

9. PER SAPERE E PER AGIRE. ALCUNI RIFERIMENTI UTILI

Segnaliamo il sito della "Casa delle donne" di Milano: www.casadonnemilano.it
Segnaliamo il sito della "Casa internazionale delle donne" di Roma: www.casainternazionaledelledonne.org
Segnaliamo il sito delle "Donne in rete contro la violenza": www.direcontrolaviolenza.it
Segnaliamo il sito de "Il paese delle donne on line": www.womenews.net
Segnaliamo il sito della "Libreria delle donne di Milano": www.libreriadelledonne.it
Segnaliamo il sito della "Libera universita' delle donne" di Milano: www.universitadelledonne.it
Segnaliamo il sito di "Noi donne": www.noidonne.org
Segnaliamo il sito di "Non una di meno": www.nonunadimeno.wordpress.com

10. REPETITA IUVANT. SOSTENIAMO IL COORDINAMENTO ITALIANO DI SOSTEGNO ALLE DONNE AFGHANE

Sosteniamo il Coordinamento Italiano di Sostegno alle Donne Afghane (CISDA).
Per contatti: e-mail: cisdaonlus at gmail.com, sito: www.cisda.it

11. REPETITA IUVANT. SOLIDALI CON LE DONNE IRANIANE NELLA LOTTA NONVIOLENTA PER I DIRITTI UMANI DI TUTTI GLI ESSERI UMANI

Siamo solidali con le donne iraniane nella lotta nonviolenta per i diritti umani di tutti gli esseri umani.
Scriviamo all'ambasciata dell'Iran in Italia per chiedere che cessi la repressione del movimento democratico e nonviolento delle donne - e degli uomini postisi alla loro sequela - che si riconosce nel motto "Donna, vita, liberta'", che siano liberate e liberati tutte le prigioniere e tutti i prigionieri politici, che cessi la violenza maschilista di stato, e che siano riconosciuti, rispettati e difesi tutti i diritti umani di tutti gli esseri umani.
Nessuna autorita' e' legittima se non rispetta la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.

12. REPETITA IUVANT. RIPETIAMO ANCORA UNA VOLTA...

... ripetiamo ancora una volta che occorre un'insurrezione nonviolenta delle coscienze e delle intelligenze per contrastare gli orrori piu' atroci ed infami che abbiamo di fronte, per affermare la legalita' che salva le vite, per richiamare ogni persona ed ogni umano istituto ai doveri inerenti all'umanita'.
Occorre opporsi al maschilismo, e nulla e' piu' importante, piu' necessario, piu' urgente che opporsi al maschilismo - all'ideologia, alle prassi, al sistema di potere, alla violenza strutturale e dispiegata del maschilismo: poiche' la prima radice di ogni altra violenza e oppressione e' la dominazione maschilista e patriarcale che spezza l'umanita' in due e nega piena dignita' e uguaglianza di diritti a meta' del genere umano e cosi' disumanizza l'umanita' intera; e solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale si puo' sconfiggere la violenza che opprime, dilania, denega l'umanita'; solo abolendo la dominazione maschilista e patriarcale l'umanita' puo' essere libera e solidale.
Occorre opporsi al razzismo, alla schiavitu', all'apartheid. Occorre far cessare la strage degli innocenti nel Mediterraneo ed annientare le mafie schiaviste dei trafficanti di esseri umani; semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani in fuga da fame e guerre, da devastazioni e dittature, il diritto di giungere in salvo nel nostro paese e nel nostro continente in modo legale e sicuro. Occorre abolire la schiavitu' in Italia semplicemente riconoscendo a tutti gli esseri umani che in Italia si trovano tutti i diritti sociali, civili e politici, compreso il diritto di voto: la democrazia si regge sul principio "una persona, un voto"; un paese in cui un decimo degli effettivi abitanti e' privato di fondamentali diritti non e' piu' una democrazia. Occorre abrogare tutte le disposizioni razziste ed incostituzionali che scellerati e dementi governi razzisti hanno nel corso degli anni imposto nel nostro paese: si torni al rispetto della legalita' costituzionale, si torni al rispetto del diritto internazionale, si torni al rispetto dei diritti umani di tutti gli esseri umani. Occorre formare tutti i pubblici ufficiali e in modo particolare tutti gli appartenenti alle forze dell'ordine alla conoscenza e all'uso delle risorse della nonviolenza: poiche' compito delle forze dell'ordine e' proteggere la vita e i diritti di tutti gli esseri umani, la conoscenza della nonviolenza e' la piu' importante risorsa di cui hanno bisogno.
Occorre opporsi a tutte le uccisioni, a tutte le stragi, a tutte le guerre. Occorre cessare di produrre e vendere armi a tutti i regimi e i poteri assassini; abolire la produzione, il commercio, la disponibilita' di armi e' il primo necessario passo per salvare le vite e per costruire la pace, la giustizia, la civile convivenza, la salvezza comune dell'umanita' intera. Occorre abolire tutte le organizzazioni armate il cui fine e' uccidere. Occorre cessare immediatamente di dissipare scelleratamente ingentissime risorse pubbliche a fini di morte, ed utilizzarle invece per proteggere e promuovere la vita e il benessere dell'umanita' e dell'intero mondo vivente.
Occorre opporsi alla distruzione di quest'unico mondo vivente che e' la sola casa comune dell'umanita' intera, di cui siamo insieme parte e custodi. Non potremo salvare noi stessi se non rispetteremo e proteggeremo anche tutti gli altri esseri viventi, se non rispetteremo e proteggeremo ogni singolo ecosistema e l'intera biosfera.
Opporsi al male facendo il bene.
Opporsi alla violenza con la scelta nitida e intransigente della nonviolenza.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi nella lotta per la comune liberazione e la salvezza del'umanita' intera.
Salvare le vite e' il primo dovere.

13. REPETITA IUVANT. A COSTO DI SEMBRARE IL SOLITO GRILLO PARLANTE... (NOVEMBRE 2023)

Ci sono alcune cose che vanno pur dette, e allora diciamole.
*
Ogni manifestazione a favore dell'esistenza dello stato di Israele che non s'impegni anche per la nascita dello stato di Palestina rischia di essere inutile.
Ogni manifestazione a sostegno del popolo palestinese che non s'impegni anche a sostegno del popolo ebraico rischia di essere inutile.
Ogni manifestazione che condanni le stragi commesse da un'organizzazione terrorista e non quelle commesse da uno stato e' peggio che inutile.
Ogni manifestazione che condanni le stragi commesse da uno stato e non quelle commesse da un'organizzazione terrorista e' peggio che inutile.
*
Sia il popolo palestinese che il popolo ebraico sono realmente minacciati di genocidio.
E' compito dell'umanita' intera impedire questi genocidi, tutti i genocidi.
Per impedire il genocidio del popolo ebraico e' indispensabile l'esistenza dello stato di Israele.
Per immpedire il genocidio del popolo palestinese e' indispensabile l'esistenza dello stato di Palestina.
*
Allo stato di Israele chiediamo:
1. di cessare la guerra a Gaza e il sostegno alle violenze dei coloni in Cisgiordania.
2. di cessare di occupare i territori palestinesi e di riconoscere l'esistenza dello stato di Palestina nei territori della Cisgiordania e di Gaza devolvendo immediatamente tutte le funzioni giurisdizionali ed amministrative e le risorse relative all'Autorita' Nazionale Palestinese - intesa come governo provvisorio dello stato di Palestina fino alle elezioni democratiche -.
3. di sgomberare immediatamente le illegali colonie nei territori occupati, restituendo quelle aree al popolo palestinese.
4. di concordare con l'Autorita' Nazionale Palestinese l'avvio di tutti i negoziati necessari per risolvere le molte questioni da affrontare come due stati sovrani in condizioni di parita'.
5. di essere una piena democrazia abrogando ogni misura legislativa ed amministrativa di discriminazione razzista.
*
All'Autorita' Nazionale Palestinese chiediamo:
1. di assumere immediatamente il governo della Striscia di Gaza.
2. di adoperarsi ivi per l'immediata liberazione di tutte le persone rapite da Hamas.
3. di organizzare lo stato di Palestina indipendente e democratico.
4. di concordare con lo stato di Israele l'avvio di tutti i negoziati necessari per risolvere le molte questioni da affrontare come due stati sovrani in condizioni di parita'.
5. di adoperarsi affinche' nessuno stato arabo o musulmano possa piu' proseguire in una politica antisraeliana ed antiebraica prendendo abusivamente a pretesto la causa palestinese.
*
All'Onu chiediamo:
1. un piano straordinario di aiuti per la Palestina.
2. una deliberazione dell'Assemblea Generale che riconoscendo i due stati di Israele e di Palestina vincoli tutti gli stati membri delle Nazioni Unite a cessare ogni politica di negazione dello stato di Israele, ogni politica di persecuzione antiebraica.
*
Agli stati ed agli organismi politici sovranazionali d'Europa (l'Europa che e' il continente in cui si sono realizzati la bimillenaria persecuzione antiebraica e l'orrore assoluto della Shoah; l'Europa che e' il continente i cui principali stati hanno oppresso i popoli del resto del mondo con il razzismo, il colonialismo, l'imperialismo fin genocida) chiediamo:
1. di risarcire adeguatamente sia lo stato di Israele che lo stato di Palestina per le sofferenze inflitte ai loro popoli sia direttamente che indirettamente.
2. di contrastare il fascismo e il razzismo, l'antisemitismo e l'islamofobia, tutte le ideologie di odio e le organizzazioni che le praticano e le diffondono, e tutti i crimini conseguenti.
*
Fermare la guerra.
Fermare le stragi.
Restituire la liberta' a tutte le persone che ne sono state private.
Riconoscere e proteggere tutti i diritti umani di tutti gli esseri umani.
Salvare le vite e' il primo dovere.

14. REPETITA IUVANT. COSA POSSIAMO (E DOBBIAMO) REALMENTE FARE CONTRO LA GUERRA IN CORSO IN EUROPA? (APRILE 2023)

Certo, continuare a soccorrere, accogliere, assistere tutte le vittime.
Certo, continuare a recare aiuti umanitari a tutte le vittime.
Certo, continuare a denunciare la criminale follia di chi la guerra ha scatenato.
Certo, continuare a denunciare la criminale follia dei governi che, invece di adoperarsi per far cessare la guerra e le stragi di cui essa consiste, alimentano l'una e quindi le altre.
Certo, continuare a denunciare il pericolo estremo e immediato che la guerra divenga mondiale e nucleare e distrugga l'intera umana famiglia riducendo a un deserto l'intero mondo vivente.
Certo, continuare a denunciare che la guerra sempre e solo uccide gli esseri umani,  sempre e solo uccide gli esseri umani,  sempre e solo uccide gli esseri umani.
Certo, continuare ad esortare chi nella guerra e' attivamente coinvolto a cessare di uccidere, a deporre le armi, a disertare gli eserciti, a obiettare a comandi scellerati, a rifiutarsi di diventare un assassino.
Certo, continuare a ricordare che salvare le vite e' il primo dovere di tutti gli esseri umani e di tutti gli umani istituti.
*
Tutto cio' e' buono e giusto, ma non basta.
Occorre fare anche altre cose che solo noi qui in Europa occidentale possiamo e dobbiamo fare.
E le cose che possiamo e dobbiamo fare sono queste:
1. Con l'azione diretta nonviolenta fino allo sciopero generale contrastare anche qui la macchina bellica, l'industria armiera, i mercanti di morte, la follia militarista, i governanti stragisti: paralizzare i poteri assassini occorre.
2. Con l'azione diretta nonviolenta fino allo sciopero generale imporre ai governi europei di mettere il veto ad ogni iniziativa della Nato, l'organizzazione terrorista e stragista di cui i nostri paesi tragicamente fanno parte: paralizzare immediatamente i criminali della Nato occorre, e successivamente procedere allo scioglimento della scellerata organizzazione.
3. Con l'azione diretta nonviolenta fino allo sciopero generale imporre ai governi europei di cessare di armare ed alimentare la guerra e sostenere invece l'impegno per l'immediato cessate il fuoco ed immediate trattative di pace.
4. Con l'azione diretta nonviolenta fino allo sciopero generale imporre ai governi europei di restituire all'Onu la funzione e il potere di abolire il flagello della guerra.
5. Con l'azione diretta nonviolenta fino allo sciopero generale imporre ai governi europei la pace, il disarmo, la smilitarizzazione.
6. Con l'azione diretta nonviolenta fino allo sciopero generale imporre ai governi europei una politica della sicurezza comune dell'umanita' intera fondata sulla Difesa popolare nonviolenta, sui Corpi civili di pace, sulle concrete pratiche che inverino l'affermazione del diritto alla vita, alla dignita' e alla solidarieta' di tutti i popoli e di tutte le persone.
7. Con l'azione diretta nonviolenta fino allo sciopero generale imporre ai governi europei una politica comune di attiva difesa dell'intero mondo vivente prima che la catastrofe ambientale in corso sia irreversibile.
*
E' questa la nostra opinione fin dall'inizio della tragedia in corso.
Ci sembra che senza queste azioni nonviolente la guerra, le stragi e le devastazioni non saranno fermate.
Troppi esseri umani sono gia' stati uccisi per la criminale follia dei governanti.
Oppresse e oppressi di tutti i paesi, unitevi per la salvezza comune dell'umanita' intera.
Sia massima universalmente condivisa la regola aurea che afferma: agisci nei confronti delle altre persone cosi' come vorresti che le altre persone agissero verso di te.
Salvare le vite e' il primo dovere.
Solo la nonviolenza puo' salvare l'umanita' dalla catastrofe.

*********************
DONNA, VITA, LIBERTA'
*********************
A sostegno della lotta nonviolenta delle donne per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani
a cura del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Supplemento a "La nonviolenza e' in cammino" (anno XXV)
Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, e-mail: centropacevt at gmail.com
Numero 421 del 25 febbraio 2024
*
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo e' una struttura nonviolenta attiva dagli anni '70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E' la struttura nonviolenta che negli anni Ottanta ha coordinato per l'Italia la piu' ampia campagna di solidarieta' con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino". Dal 2021 e' particolarmente impegnata nella campagna per la liberazione di Leonard Peltier, l'illustre attivista nativo americano difensore dei diritti umani di tutti gli esseri umani e dell'intero mondo vivente, da 47 anni prigioniero innocente.
*
Informativa sulla privacy
E' possibile consultare l'informativa sulla privacy a questo indirizzo: https://www.peacelink.it/peacelink/informativa-privacy-nonviolenza
Per non ricevere piu' il notiziario e' sufficiente recarsi in questa pagina: https://lists.peacelink.it/sympa/signoff/nonviolenza
Per iscriversi al notiziario l'indirizzo e' https://lists.peacelink.it/sympa/subscribe/nonviolenza
*
L'unico indirizzo di posta elettronica utilizzabile per contattare la redazione e' centropacevt at gmail.com